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-Ma come può essere successo?- domandò Mirlo, guardando i cinque principi.
-Non ne abbiamo idea- risposero le gemelle. -Speriamo che Lione e le principesse di Tana-Tana trovino qualcosa in biblioteca.
-Perché quando serve non c'è mai un adulto in circolazione?- si lamentò Sophie, sventolando un fazzoletto davanti al viso di Altessa. -Su, cara, riprenditi. Non è la fine del mondo: anche mio fratello è diventato verde...
-Oggi è il giorno libero degli insegnanti- aggiunse Rein, accarezzando la testa di Bright a cui, certo, non dispiaceva quel trattamento. -Ci siamo solo noi in accademia e dobbiamo cavarcela da soli.
-Credete che dovremmo avvertire i loro genitori?- chiese Fine, subito travolta da dei gracidii di protesta che le fecero immediatamente capire l'opinione degli interessati. -Va bene, era solo una domanda: non c'era bisogno di essere così chiari.
-Eccoci, ragazzi!- intervenne Lione, entrando nella stanza. -Questo è un libro sulla storia di Wonder... Pare ci sia una specie di incantesimo che risale ad un tempo lontano.
-Un incantesimo?
-Sì. Mille anni fa il nostro pianeta era retto da un'unica famiglia reale, non da sette come adesso. I sovrani di allora avevano un solo figlio, il principe Jared, un ragazzo arrogante, malvagio e crudele- raccontò la fanciulla. -Il popolo temeva il momento in cui sarebbe salito al trono. Ma un giorno una fata, stanca della sua cattiveria, lo punì, trasformandolo in un ranocchio: avrebbe conservato quelle sembianze finché non avesse incontrato qualcuno in grado di amarlo per ciò che era.
-Ma questo cosa centra con il nostro problema?
-Secondo una leggenda, da allora, ogni cento anni tutti i principi di Wonder diventano rane.
-Tutti i principi? Allora anche Narlo...
-E Coco...
-Temo di sì, amiche.
-Lione, non c'è scritto come spezzare la magia? Jared tornò principe, giusto?
-Sì, quando ricevette il bacio del suo vero amore.
Quella frase colpì Fine con la stessa violenza di un treno in corsa: "il suo vero amore"... Lei aveva baciato Shade, ma non era cambiato niente: questo significava che...
-Fine!- esclamò Rein, vedendo la sorella fuggire di corsa dalla stanza, seguita a balzi da Shade. Poteva ben immaginare il motivo di quella reazione: l'affermazione di Lione era stata un vero shock. Ma doveva esserci sicuramente una spiegazione: tutti sapevano quanto quei due si amassero. Se loro non erano anime gemelle, allora il vero amore era solo un'invenzione dei romanzi. -Facciamo un tentativo- mormorò, prendendo Bright e baciandolo, senza ottenere risultati se non una serie di cuoricini da parte della rana che svenne tra le sue mani. -Ho fallito anch'io.
Fine corse lungo il giardino, arrivando al gazebo, dove si fermò a piangere disperata. Non era lei il suo vero amore...anche se lo amava alla follia... Avrebbe dovuto separarsi dal suo principe, sopportare il saperlo con un'altra...
-Cra...
La fanciulla sollevò lo sguardo, ritrovandosi a fissare Shade che, dolcemente, sfregò il muso contro la sua guancia, asciugandole le lacrime. Avrebbe voluto dirle tante cose se solo avesse potuto, ma non gli era concesso che quell'inutile gracidare.
-Dovresti andare a cercare il tuo vero amore- singhiozzò. -Quella che non sono io...
Il ranocchio scosse la testa: non aveva rotto l'incantesimo, ma Fine era l'unica che volesse al suo fianco e che avrebbe voluto per sempre. Preferiva non recuperare il suo aspetto se questo significava rinunciare alla persona che amava.
-È la verità, altrimenti saresti di nuovo un principe. Invece sei ancora verde!
-Cra!
-E smettila con quel "cra"! Mi fai stare peggio!- replicò, affondando il viso tra le braccia per una nuova ondata di lacrime.
Shade fece qualcosa che somigliava ad uno sbuffo contrariato: perché era così testarda e non gli dava retta? Scese dalla panchina, allontanandosi e tornando poco dopo con in bocca un fiore rosso che posò di fronte alla ragazza.
-E questo cosa significa?
-Che ti amo e non sarà uno stupido libro a dividerci- desiderava risponderle. Ma le sfiorò semplicemente le labbra, restando in silenzio.
-Tu...credi che ce la faremo? Mi ami lo stesso?
La ranocchia annuì.
-Anch'io ti amo...anche adesso che sei una rana- ribatté la principessa, passando una mano sugli occhi. -Anzi, quasi ti preferisco rana: sei molto più romantico...
Il giovane non se la prese, felice di averle restituito il sorriso e la voglia di scherzare: gli bastava la sua gioia per essere al settimo cielo.
-Ti farò tornare come prima, è una promessa.
-Cra, cra!- Sì, sapeva che non si sarebbe mai arresa.
-Fine! Sorellina!
-Sono qui, Rein.
-Stai meglio?
-Sì, scusami se ho reagito così...
-Figurati. Come vedi, nemmeno il mio bacio ha avuto successo- aggiunse, mostrando la rana sulla sua spalla che, stranamente, aveva un gran sorriso che Fine si trattenne dal commentare. -Ma Lione ha scoperto qualcos'altro. Andiamo che ti spiego.
-Sì, arrivo- disse la gemella, prendendo il fiore.
-Ehi, anche da rana il nostro Shade continua ad essere galante- lo stuzzicò Rein, facendolo arrossire.
-Per spezzare l'incantesimo, una persona particolarmente legata al principe deve superare delle prove, dimostrando così di tenere davvero a lui- lesse Lione.
-Delle prove?
-Già. Dobbiamo tornare su Wonder: ogni regno custodisce uno stemma d'oro della propria corona. Secondo la leggenda, quando si attiva la magia, un folletto esce da questi simboli per guidare il candidato al luogo delle prove.
-Allora non c'è tempo da perdere- decretò Altessa, ripresasi. -Io salverò Auraa, dato che a mio fratello ci penserai tu Rein.
-Come sei coraggiosa, Altessa- la ammirò Sophie. -Non hai paura di affrontare dei pericoli per restituire ad Auraa il suo aspetto.
-È solo perché di te non mi fido- specificò la bionda.
-Noi penseremo a Solo e Coco- proseguirono Harney e Nina.
-E noi a Tio e Narlo- conclusero Lione e Mirlo.
-Buona fortuna, ragazze.